martedì 5 febbraio 2013

Venerdì manifestazione Cisl con il leader Bonanni, il ministro Riccardi e il segretario della Cisl Sicilia, Bernava

"INVESTIRE SUL SUD FA CRESCERE L’ITALIA
Cisl Sicilia - Foto Notizia
“Investire sul Sud fa crescere l’Italia”. S’intitola così la manifestazione che la Cisl, venerdì 8 febbraio, dedicherà, a Palermo, ai temi del Mezzogiorno e di “un governo per lo sviluppo che cooperi con le regioni in ritardo”. L’incontro sarà concluso dal leader nazionale Cisl, Raffaele Bonanni. Interverrà il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi. Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, aprirà i lavori che si terranno, a partire dalle 9,30, nella Società siciliana di storia patria, in piazza San Domenico 1. “Nell’ultimo triennio sono oltre 100 mila i posti di lavoro persi in Sicilia”, scrive la Cisl in una nota. “È aumentato il divario tra l’Isola e il resto del Paese, e la recessione stringe in una morsa l’economia da una parte, le famiglie dall’altra. È per questo che, a tutti i livelli di governo, serve una politica più favorevole al Sud e alla Sicilia. E serve, dentro un nuovo modello di sviluppo, che le potenzialità dell’Isola da una parte, del Mezzogiorno dall’altra, siano valorizzate con strategie che non siano solo rigore ma che puntino, soprattutto, a far leva sulle capacità endogene di generare reddito e lavoro”.
Continua la Cisl: “Ai governi centrale e regionale chiediamo che cooperino sulle strategie per la crescita, lo sviluppo, il lavoro. Un tema scomparso dal dibattito elettorale di queste settimane. E va detto basta alle attese di trasferimento di risorse dal centro, con poteri locali che sprecano con logiche clientelari. Niente più assistenzialismo. I governi centrale e locali fissino invece priorità, indichino risorse certe e tempi precisi per gli investimenti. A cominciare da quelli relativi alla gestione scandalosa dei fondi Ue. Dal nuovo governo nazionale ci attendiamo – sottolinea ancora la Cisl - che vada oltre la logica della cooperazione assistita che qui ha prodotto molto poco. Ci vuole corresponsabilità tra i diversi governi e le diverse amministrazioni: dalla definizione delle priorità alle risorse da utilizzare alle verifiche dei risultati, agli interventi sostitutivi in caso di ritardi e inadempienze. Serve più apertura agli investimenti privati da attrarre e al confronto sociale che accompagni l'azione dei governi. E ci vuole più partecipazione, più competenza, più trasparenza, e meno poteri di intermediazione da parte della politica”.